inWarrior: per chi non si accontenta dei soliti corsetti amatoriali di difesa personale

enrico luciolli

 

Ciao,
sono Enrico Luciolli e ti do il benvenuto su inWarrior punto it

Cos’è inWarrior?

inWarrior è il primo sistema di combattimento per la difesa personale il cui punto di forza è la didattica professionale.

Cosa vuol dire?

in parole semplici posso spiegartelo così:
il mondo delle arti marziali è diviso in tre macro aree che sono gli stili tradizionali, gli sport da combattimento e i sistemi di difesa personale.

inWarrior combina l’approccio pragmatico degli sport da combattimento con le esigenze della difesa personale e lo fa mettendo al centro la qualità delle spiegazioni.

Dopo 14 anni di carriera come professionista nella formazione marziale e dopo aver insegnato a qualche migliaio di allievi ho potuto notare che migliore è la comprensione da parte dell’allievo, più semplice è l’apprendimento.

La qualità delle spiegazioni è direttamente legata ai risultati che il praticante può raggiungere.

Così, in un percorso che punta a formare dei moderni guerrieri in grado di difendersi dalle insidie della strada non può bastare un approccio del tipo “copia-incolla”.

Non basta imitare i movimenti che fa il maestro ma occorre una profonda comprensione per permettere al praticante di gestire i mille imprevisti che caratterizzano gli scenari ad alto rischio della difesa personale.

Ma non si tratta solo di spiegare bene un singolo esercizio quanto piuttosto di dare struttura a tutto il percorso attraverso criteri ordinanti in grado di semplificare e valorizzare la crescita dell’allievo.

inWarrior nasce come un nuovo sistema proprio perché non è il collage di tanti esercizi diversi quanto piuttosto la sintesi di principi e conoscenze trasversali ad ogni arte marziale.

in questa nuova arte l’approccio all’allenamento e alla comprensione è strutturato in modo organico, moderno e scientifico.

 

 

Ma c’era bisogno di una nuova arte?

Sì e le ragioni sono molte:

inWarrior nasce per rispondere ad una specifica esigenza nel mondo delle arti marziali a cui nessun corso standard fino ad ora ha saputo far fronte.

Per prima cosa nel campo della difesa personale mancava completamente un’arte strutturata con una didattica professionale che invece di essere basata su ipotetici scenari insegnasse al praticante un sistema di combattimento.

Mancava un corso che integrasse il meglio delle arti marziali avendo come base di partenza la fisica e la bio-meccanica del corpo invece della cultura di una specifica Nazione.

E ancor di più mancava un corso moderno che oltre a tutto ciò fornisse all’allievo una preparazione mentale integrando assieme il meglio del pensiero orientale con quello occidentale.

Inoltre nel campo della difesa personale esistono centinai di stili ma quasi nessuno legalmente riconosciuto.

inWarrior anche da questo punto di vista è completamente diverso perché è stato legalmente riconosciuto come un’arte marziale a se stante con principi e logiche diverse dalle altre arti esistenti.

Per questa nuova arte sono stato legalmente abilitato a formare non solo allievi ma anche istruttori di difesa personale riconosciuti in Italia e all’estero: i diplomi di superamento degli esami vengono rilasciati da Roma e hanno valore legale.

Se mi conosci e hai letto qualche mio articolo su Guerriero Efficace allora saprai che da anni mi impegno per smascherare le truffe nel mondo delle arti marziali.

Una delle cose su cui ho insistito di più sono proprio i corsi truffa nel campo della difesa personale.

Dopo molte denunce su ciò che non andava nella difesa personale era ora di mostrare qualcosa che potesse essere preso come punto di riferimento da chi desidera allenarsi o lavorare in questo campo.

Con inWarrior il desiderio è quindi di fare meglio di quello che è stato fatto fino ad ora nella difesa personale in Italia.

Per questa ragione in quest’arte non ci sarà nessuna mercificazione dei diplomi.

Gli attestati di grado e di insegnamento saranno rilasciati solo a persone veramente qualificate e a insegnanti meritevoli di fiducia.

L’obiettivo è ambizioso ed è quello di garantire agli allievi che si avvicinano a quest’arte uno standard qualitativo di un certo livello.

Chi si avvicinerà ad inWarrior saprà che in ogni palestra in cui viene insegnata quest’arte c’è un istruttore selezionato, preparato ed onesto.

 

Le capacità dell’uomo invece della tradizione

Come ti dicevo prima inWarrior integra il meglio delle arti marziali avendo come base di partenza la fisica e la bio-meccanica del corpo invece della cultura di una specifica Nazione.

Da questo punto di vista è diverso dalle altre arti perché di solito tutte le arti marziali così come anche i sistemi di difesa personale sono fortemente influenzati dalla cultura che li ha generati.

Ognuno propone una visione di parte che non mette al centro le capacità dell’uomo ma la cultura del popolo cinese, del popolo giapponese, ecc o un mix di queste laddove il sistema contempli più di un’arte al suo interno.

Perfino i sistemi di derivazione militare come per esempio il Krav Maga alla fine risentono del background culturale in cui sono stati creati. Nel caso del Krav Maga per esempio è la mentalità da soldato israeliano che da origine al sistema.

Questo è sicuramente molto interessante da un punto di vista culturale ma rappresenta anche un freno allo sviluppo di un’arte che abbia al centro le reali capacità dell’uomo perché inevitabilmente il background culturale pone dei limiti sia alla pratica che alla preparazione mentale dell’atleta.

 

Una rivoluzione nell’approccio

Nella seconda metà del 1700 Immanuel Kant pose le basi per una rivoluzione nel pensiero occidentale.

Egli contrariamente ai suoi predecessori iniziò a interrogarsi, non su cosa sarebbe bello che l’uomo conoscesse, ma su cosa effettivamente l’uomo può conoscere.

Fu un salto epocale perché da lì in poi l’attenzione iniziò a spostarsi dalla metafisica dogmatica alle reali capacità conoscitive dell’uomo.

Anche nella creazione di inWarrior l’approccio è stato simile a quello di Kant:

“Cosa può conoscere davvero l’uomo?”

“Cosa può allenare con efficacia?”

“Cosa può funzionare in uno scontro?”

La risposta a questa domanda non è nella cultura di un solo popolo e nemmeno nella somma di più culture ma è nella fisica e nella bio-meccanica.

L’approccio di inWarrior è quindi completamente diverso rispetto alle altre arti e nasce quindi come trasversale a tutti i popoli e a tutte le culture perché integra al suo interno le migliori tecniche marziali e le migliori metodologie di preparazione psicologica usando una logica scientifica.

imago inwarrior1 Breve storia di inWarrior

Il mio nome è Enrico Luciolli, ho 35 anni e sono il fondatore di inWarrior.

Questo percorso è il frutto di 20 anni di ricerca e sviluppo e più di 100 mila euro di investimenti in corsi di formazione in giro per tutto il mondo con maestri provenienti da decine di culture diverse.

inWarrior nasce dall’idea di trasformare il praticante in un guerriero moderno e per raggiungere ciò ho integrato in questa nuova arte il meglio della preparazione tecnica e mentale delle arti marziali con le conoscenze di bio-meccanica e con la didattica occidentale.

Tutto è cominciato così: quattordici anni fa iniziai a insegnare professionalmente la difesa personale attraverso gli insegnamenti di Bruce Lee e del suo Jeet Kune Do.

Bruce Lee era stato uno dei maestri più importanti della storia moderna delle arti marziali e aveva rivoluzionato il mondo della difesa personale per cui il suo Jeet Kune Do fu per me un ottimo punto di partenza.

Tuttavia man mano che mi confrontavo con la formazione di nuovi allievi sentivo che le risposte fornite all’inizio degli anni 70 erano incomplete per rispondere alle esigenze di questo nuovo millennio.

Per trovare altre risposte decisi quindi di seguire l’idea di formazione continua proposta da Bruce Lee e di adoperare ogni soldo disponibile e ogni momento libero per integrare le mie conoscenze con quelle di altri maestri.

Anno dopo anno, man mano che proseguivo nello studio, ho avuto modo di incontrare e allenarmi con alcuni dei maestri più importanti al mondo e questo mi ha permesso di apprendere da loro tecniche utilissime che hanno reso sempre più efficace il programma che insegnavo.

Capii molto presto, che come già aveva teorizzato Bruce Lee, molte culture avevano raggiunto delle eccellenze in singole nicchie del combattimento e che era fondamentale aggiungere questi elementi al mio sistema per renderlo ancora più formidabile.

Per fare un esempio: il pugilato è eccezionale per dominare lo scontro con le braccia ma è inutile contro una proiezione o contro un arma, così come il Judo è eccezionale per le proiezioni ma inutile per i pugni.

Era quindi necessario sviluppare competenze in ogni area del combattimento e in molte arti diverse.

 

 

Perché una sola arte marziale non basta?

Se si desidera praticare un’arte marziale per la sua bellezza e per il fascino che esercita su di noi allora va benissimo imparare una sola arte ma se si desidera imparare a difendersi allora bisogna diventare dei guerrieri ed essere completi sotto ogni punto di vista.

Non basta saper tirare pugni, non basta saper calciare, non basta saper proiettare, non basta saper lottare, non basta saper usare le armi ma bisogna saper fare tutte queste cose contemporaneamente e a un buon livello.

Per fare un parallelo è un po’ quello che è successo negli sport da combattimento con l’avvento del MMA (Mixed Martial Arts): non basta conoscere una sola arte ma bisogna eccellere in più d’una.

Con la difesa personale è la stessa cosa ma è molto più difficile perché non ci sono né arbitri né regole e il combattimento può aver luogo sia con armi che senza e addirittura contro più persone contemporaneamente.

 

Non basta solo conoscere le tecniche occorre un sistema

Purtroppo Bruce Lee mori appena 33enne lasciando la sua opera di sintesi incompiuta.

Sicuramente se fosse rimasto in vita il suo Jeet Kune Do sarebbe diventato qualcosa di ancora meglio di inWarrior ma purtroppo la storia non è andata così per cui cercando di rispondere alle esigenze dei mei allievi è stato necessario fare un passo oltre.

Ordinare il sapere dei più grandi maestri viventi non è stato facile e ha richiesto tantissimi anni di studio e di tentativi.

La svolta è arrivata quando invece che concentrarmi sulle tecniche ho capito che a livello bio-meccanico tutte le arti marziali del mondo erano molto simili tra di loro.

Osservando maestri provenienti da culture completamente diverse ho notato dei tratti di somiglianza e così mi sono chiesto se esistessero dei principi trasversali a tutte le arti.

La risposta ovviamente era sì ma il processo non è stato facile perché ogni maestro identifica nella propria arte un unicità culturale e non accetta volentieri l’idea di similitudini con altri stili.

Il lavoro è stato lungo ma concentrandomi sulla bio-meccanica sono riuscito ad isolare i principi motori che stanno dietro alle tecniche più efficaci del mondo.

Questa decostruzione degli stili e delle tecniche alla ricerca dei principi mi ha permesso di creare una nuova arte che non copia gli esercizi dai vari stili ma che trasmette al praticante le componenti motorie e bio-meccaniche più efficaci.

Inoltre avere un sistema basato sui principi invece che sulle tecniche offre come beneficio secondario di rendere molto più efficace il processo di trasferimento del sapere agli allievi.

Se si comprende la matrice motoria di ogni tecnica è più semplice far capire all’allievo le tecniche.

Anche le correzioni sono più semplici da dare perché ogni movimento può essere completamente parametrizzato.

Una tecnica in fin dei conti pone un problema di fisica e ogni tecnica può essere scomposta in vettori e geometrie strutturali.

Per semplicità inoltre possiamo dire che ogni tecnica esistente può essere parametrizzata in base a tre elementi:

  • modo
  • tempo
  • distanza

 

Questo ci permette di paragonare tra di loro varie tecniche e comprenderne il reale potenziale.

Una tecnica non è migliore perché inventata da uno specifico popolo o da un maestro famoso ma lo è se a parità di premesse risolve il problema in modo più efficiente rispetto ad un’altra.

Rifacendoci ai 3 parametri di prima possiamo dire per fare un esempio che una tecnica è migliore rispetto ad un’altra se lo fa in “modo” più semplice (meno movimenti), in modo più veloce (tempo) e richiedendo meno spostamenti (distanza).

Analizzando in questo modo le tecniche dei vari stili marziali si scoprono alcuni tratti comuni non solo a tutte le arti marziali ma anche alla maggior parte degli sport.

Ciò mi ha permesso di individuare alcune motricità chiave e portare l’attenzione sulle abilità necessarie ad un guerriero più che alle singole tecniche.

Il processo di sintesi mi ha permesso di spostare l’attenzione dalle tecniche, che sono esempi svolti, ai principi motori che sono ciò che permette di risolvere i problemi anche in un ambiente non collaborativo.

Per fare un esempio possiamo immaginare la risoluzione di un problema di geometria che abbia ad oggetto il calcolo di un lato di un triangolo rettangolo.

Conoscere una tecnica è come aver imparato a memoria una combinazione della terna pitagorica mentre conoscere i principi è come conoscere il teorema di Pitagora.

Nel primo caso posso risolvere solo problemi che abbiano come dati quegli specifici numeri che ho imparato a memoria mentre nel secondo caso posso risolvere qualsiasi problema.

Lo stesso vale anche per strada, infatti, conoscere una tecnica mi rende in grado di affrontare solo una situazione identica all’esercizio fatto in palestra mentre conoscere i principi e aver sviluppato le abilità connesse a quel problema mi permette di gestire anche gli imprevisti.

imago inwarrior2

La preparazione mentale

Anche le migliori tecniche del mondo non possono niente se mancano il coraggio e la determinazione per agire come un vero guerriero.

Ecco perché nel programma di inWarrior viene dato ampio spazio anche alla preparazione mentale.

Anche in questo caso più che fare riferimento ai principi di una singola arte ho cercato di sintetizzare il pensiero orientale e occidentale relativamente alla preparazione mentale che un guerriero dovrebbe avere.

So che queste affermazioni possono sembrare astratte per cui se lo desideri hai la possibilità di approfondire questo punto gratuitamente.

Nel podcast “Guerriero Efficace” ho deciso di trattare in modo gratuito alcuni degli argomenti e degli esercizi di preparazione che normalmente insegno ai miei allievi in palestra.

Il podcast ha avuto un enorme successo su scala nazionale (con più di 10.000 download) tanto da essere inserito da iTunes al primo posto della classifica nazionale dei podcast “nuovi e degni di nota” per oltre 3 mesi.

podcast guerriero efficace

Per la pubblicazione di questi contenuti ho ricevuto diverse centinaia di mail di complimenti e il massimo della votazione su iTunes oltre a molte recensioni positive sempre su iTunes (visibili anche pubblicamente qui https://itunes.apple.com/it/podcast/guerriero-efficace/id1006768998.)

Per ascoltare gratuitamente i podcast puoi cliccare qui!

 

La filosofia d’insegnamento di inWarrior

Capita a volte che chi si occupa di insegnare difesa personale lo faccia con un atteggiamento più simile a quello di un bullo o di uno spaccone piuttosto che a quello di un vero maestro di arti marziali.

Una delle cose che caratterizza inWarrior invece è l’approccio sano e sereno alla Difesa Personale.

Per me, così come per i miei collaboratori, le Arti Marziali sono un percorso nobile in grado di accrescere la consapevolezza in chi le pratica.

inWarrrior quindi non insegna solo a combattere ma cura anche tutti gli aspetti più nobili delle arti marziali.

Quest’arte è quindi pensata come un metodo di disciplina ed autocontrollo utile per migliorare se stessi nella vita di tutti i giorni.

Per come la vediamo noi le arti marziali solo in occasioni estreme sono una risorsa per difendersi e mai e poi mai devono diventare un veicolo per l’esaltazione emotiva o per compensare le proprie frustrazioni.

Se guardi qualcuno degli oltre 200 video caricati sul mio canale YouTube “Difesa Personale” noterai che nel nostro modo di fare c’è preparazione, serenità, umiltà, voglia di allenarsi e determinazione proprio come ci si aspetterebbe da un percorso di arti marziali che mette al centro la crescita delle persone e non la violenza.

 

La didattica 

Per me questo è un punto centrale: una buona didattica è ciò che permette ad un allievo motivato di crescere costantemente attraverso l’allenamento.

Nei primi anni della mia carriera di praticante ho faticato tantissimo a trovare le informazioni giuste.

Il settore delle arti marziali, infatti, è tradizionalmente povero di spiegazioni e il grosso della comprensione è affidato alla tradizione e alla ripetizione di gesti che a volte vengono insegnati di maestro in allievo senza fornire tutta quella ricchezza di dettagli che possono fare la differenza.

inWarrior si pone in contrapposizione a questa logica:
non si tratta solo di spiegare meglio le singole tecniche ma di trasmettere dei principi che permettano di comprendere nella loro interezza le implicazioni e la portata di ogni singolo gesto.

Un sistema come inWarrior in cui ogni tecnica è stata scomposta in componenti motorie, vettori ed elementi applicativi si presta ad essere spiegato facilmente anche a chi ha poca esperienza e permette al praticante di padroneggiare le abilità molto prima e in modo molto più efficace rispetto al sistema tradizionale.

 

Qualche testimonianza degli allievi inWarrior

 

Per concludere

In estrema sintesi potrei dire che questi ultimi 20 anni dedicati allo studio mi hanno permesso di creare un percorso di difesa personale che trasforma le persone normali in guerrieri moderni favorendo la loro crescita personale sia fisica che mentale.

E il percorso è nato per rispondere alle esigenze delle persone che ho incontrato e quindi per soddisfare  una richiesta moderna a cui nessuno finora ha saputo dare voce.

inWarrior risponde a tutti quelli che chiedono un’arte utile per la difesa personale che superi il campanilismo di una singola cultura per abbracciare un idea più ampia di guerriero moderno.

Un arte che abbia l’uomo al centro e che trasmetta al praticante delle abilità fisiche e intellettuali utili anche nella vita di tutti i giorni.

La soddisfazione dei miei allievi e le migliaia di persone che seguono le mie pubblicazioni ne sono la prova.

inWarrior è quindi un percorso che permette alle persone di allenare in modo efficiente il guerriero che è in loro e che le aiuta non solo a difendersi ma soprattutto a vivere in modo migliore le sfide della quotidianità.

Siamo in un mondo che è sempre più competitivo e che ci sfida quotidianamente chiedendoci più impegno, più pazienza, più disciplina, più resistenza e più forza di volontà…

…ed è proprio per questo che diventare dei guerrieri moderni è oggi più che mai fondamentale per raggiungere dei veri risultati.

 

inwarriorIl nome

Concludo dicendo che il nome dell’arte racchiude quanto espresso fin ora

Il temine più importante è Warrior cioè guerriero.

Un guerriero è molto più che un soldato che esegue ordini ma è una persona in grado di decidere e che incarna l’archetipo dell’eroe, del coraggio, della disciplina e della determinazione.

La parola guerriero è preceduta da “in” che vuole significare molte cose:

  • “in” come “inside” (dentro) per indicare che questo è anche un processo di crescita interiore e volto ad interiorizzare le abilità del guerriero.
  • “in” come “intelligente” perché non si tratta di diventare dei tori decerebrati ma di sviluppare anche tattica e intelligenza per prevenire e evitare lo scontro quando possibile.
  • Infine “in” sta anche per “internazionale” proprio a indicare che l’idea di abilità, motricità, preparazione (tecnica e mentale) trascende qualsiasi confine culturale.
    E sempre per questo motivo che inWarrior è scritto in inglese (la lingua della globalizzazione).