inWarrior: per chi non si accontenta dei soliti corsetti amatoriali di difesa personale

 

difesa personale inwarrior enrico luciolliCiao,
sono Enrico Luciolli e ti do il benvenuto sul sito inWarrior.

Cos’è inWarrior?

inWarrior è il primo sistema di combattimento per la difesa personale che per permettere agli allievi di raggiungere risultati importanti nel minor tempo possibile adopera un sistema di insegnamento all’avanguardia.

Perché un sistema di combattimento per la Difesa Personale?

in parole semplici posso spiegartelo così: il mondo delle arti marziali è diviso in tre macro aree che sono gli stili tradizionali, gli sport da combattimento e i sistemi di difesa personale.

Nella maggior parte dei casi gli stili tradizionali e i sistemi di difesa personale hanno un approccio allo scontro fisico estremamente speculativo, cioè si basato sulla presunzione che per risolvere qualsiasi problema esistano alcune tecniche preordinate da imparare a memoria (coreografie).

Se però negli stili tradizionali le coreografie fanno parte della cultura e del fascino dell’arte stessa che in questo modo può rimanere cristallizzata nel tempo (es.: kata, pochi, giurus, lu, taolu, ecc.), non si può dire altrettanto per la difesa personale. Infatti per sopravvivere all’imprevedibilità e alla durezza degli attacchi di un vero aggressore violento occorre una preparazione più solida rispetto a quella coreografica.

La verità è che occorre un addestramento specifico al combattimento (libero e non preordinato) per rendere l’allievo in grado di gestire le variabili tipiche di uno scontro non collaborativo.

Tuttavia sia lo scontro fisico, sia la serietà dell’allenamento richiesto per imparare a combattere spaventano la massa di persone alla ricerca di soluzioni facili e veloci, perciò per esigenze di mercato la quasi totalità dei corsi di difesa personale oggi adopera un sistema coreografico… perché è più facile vendere una bella bugie che una brutta verità.

Noi però abbiamo scelto la brutta verità (non è possibile diventare competenti in un aspetto così complesso come la difesa personale senza sviluppare le abilità di un vero combattente) e abbiamo quindi deciso di concentrarci su quelle poche persone ancora interessate alla propria crescita personale e che soprattutto vogliono portarsi a casa delle vere abilità.

Dunque ciò che proponiamo è un percorso di alto livello con didattica professionale (classi a numero chiuso, colloquio di selezione, più insegnati per la stessa classe, docenti altamente qualificati, supporto di materiale video e cartaceo, ecc.) che combina l’approccio pragmatico degli sport da combattimento con le esigenze della difesa personale moderna.

 

Perché la didattica è così importante?

Dopo 15 anni di carriera come professionista nella formazione marziale e dopo aver insegnato a qualche migliaio di allievi ho potuto notare che migliore è la comprensione da parte dell’allievo, più semplice è l’apprendimento.

La qualità delle spiegazioni è direttamente legata ai risultati che il praticante può raggiungere.

In un percorso che punta a formare dei moderni guerrieri in grado di difendersi dalle insidie della strada non può bastare un approccio del tipo “copia-incolla”.

Non basta imitare i movimenti che fa il maestro ma occorre una profonda comprensione per permettere al praticante di gestire i mille imprevisti che caratterizzano gli scenari ad alto rischio della difesa personale. Ma non si tratta solo di spiegare bene un singolo esercizio quanto piuttosto di dare struttura a tutto il percorso attraverso criteri ordinanti in grado di semplificare e valorizzare la crescita dell’allievo.

inWarrior nasce come un nuovo sistema proprio perché non è il collage di tanti esercizi diversi quanto piuttosto la sintesi di principi e conoscenze trasversali ad ogni arte marziale.

In questa nuova arte l’approccio all’allenamento e alla comprensione è strutturato in modo organico, moderno e scientifico.

 

Ma c’era bisogno di una nuova arte?

Sì, e le ragioni sono molte.

inWarrior nasce per rispondere ad alcune specifiche esigenze a cui nessun corso standard di arti marziali aveva mai saputo far fronte.

  • Per prima cosa nel campo della difesa personale mancava completamente un’arte strutturata con una didattica professionale che invece di essere basata su ipotetici scenari insegnasse al praticante un sistema di combattimento.
  • Mancava un corso che integrasse il meglio delle arti marziali avendo come base di partenza la fisica e la bio-meccanica del corpo invece della cultura di una specifica Nazione.
  • E ancor di più mancava un corso moderno che oltre a tutto ciò fornisse all’allievo una preparazione mentale integrando assieme il meglio del pensiero orientale con quello occidentale.
  • Inoltre nel campo della difesa personale esistono centinai di stili ma nessuno è davvero specifico per le peculiarità giuridiche del nostro paese. Infatti si tratta per lo più di stili di derivazione orientale o militare che approcciano la difesa personale solo dal punto di vista del soldato senza considerare minimamente, non solo la nostra giurisprudenza ma anche le potenzialità strategiche, tattiche e le capacità di negoziazione che una persona addestrata da leader (e non solo da soldato) può adoperare per risolvere il problema.

 

Le capacità dell’uomo invece della tradizione

Come ti dicevo prima inWarrior integra il meglio delle arti marziali avendo come base di partenza la fisica e la bio-meccanica del corpo invece della cultura di una specifica Nazione. Da questo punto di vista è diverso dalle altre arti perché di solito tutte le arti marziali così come anche i sistemi di difesa personale sono fortemente influenzati dalla cultura che li ha generati. Ognuno propone una visione di parte che non mette al centro le capacità dell’uomo ma la cultura del popolo cinese, del popolo giapponese, ecc o un mix di queste laddove il sistema contempli più di un’arte al suo interno.

Perfino i sistemi di derivazione militare come per esempio il Krav Maga alla fine risentono del background culturale in cui sono stati creati. Nel caso del Krav Maga per esempio è la mentalità da soldato israeliano che da origine al sistema. Questo è sicuramente molto interessante da un punto di vista culturale ma rappresenta anche un freno allo sviluppo di un’arte che abbia al centro le reali capacità dell’uomo perché inevitabilmente il background culturale pone dei limiti sia alla pratica che alla preparazione mentale dell’atleta.

 

Una rivoluzione nell’approccio

“Cosa può conoscere davvero l’uomo?”

“Cosa può allenare con efficacia?”

“Cosa può funzionare in uno scontro?”

La risposta a questa domanda non è nella cultura di un solo popolo e nemmeno nella somma di più culture ma è nella fisica e nella bio-meccanica. L’approccio di inWarrior è quindi completamente diverso rispetto alle altre arti e nasce quindi come trasversale a tutti i popoli e a tutte le culture perché integra al suo interno le migliori tecniche marziali e le migliori metodologie di preparazione psicologica usando una logica scientifica.

imago inwarrior1 Breve storia di inWarrior

Il mio nome è Enrico Luciolli, ho 37 anni e sono l’ideatore di inWarrior.

Questo percorso è il frutto di 23 anni di ricerca e sviluppo e di ingenti investimenti in corsi di formazione in giro per tutto il mondo con maestri provenienti da decine di culture diverse.

Tutto è cominciato così: 15 anni fa iniziai a insegnare professionalmente la difesa personale attraverso gli insegnamenti di Bruce Lee e del suo Jeet Kune Do. Bruce Lee era stato uno dei maestri più importanti della storia moderna delle arti marziali e aveva rivoluzionato il mondo della difesa personale per cui il suo Jeet Kune Do fu per me un ottimo punto di partenza. Tuttavia man mano che mi confrontavo con la formazione di nuovi allievi e con la mia voglia di fornire loro il miglior corso possibile sentivo che le risposte fornite all’inizio degli anni 70 in America erano completamente inadatte a alle esigenze italiane di questo nuovo millennio. C’erano interi argomenti completamente non trattati e valanghe di tecniche belle da fare in palestra ma assolutamente inefficaci in uno scontro cruento.

Questo era un aspetto che mi tormentava molto e per il quale desideravo ardentemente trovare una soluzione.

Studiare mi piaceva, ed era una cosa che come marzialista avevo sempre fatto fin da ragazzo, perciò invece di continuare a ripetere a pappagallo ciò che già sapevo, decisi di seguire l’idea di formazione continua proposta dallo stesso Bruce Lee e di adoperare ogni soldo disponibile e ogni momento libero per integrare le mie conoscenze con quelle di altri maestri internazionali.

Purtroppo però, nonostante a partire dal 2004 abbia usato più di 10 anni per allenarmi con alcuni dei maestri più importanti al mondo, molti dei mie quesiti rimanevano costantemente irrisolti. Scoprii a mie spese, infatti, che in molti paesi semplicemente certi problemi non se li pongono e soprattutto che il modo della difesa personale contiene più bugie che verità.

Se guardo ai numeri che ho raccolto in oltre 20 anni di pratica posso tranquillamente dire che il 98% dei praticanti di difesa personale è in cerca di trucchi, scorciatoie e illusioni…  dire la verità non vende come una bella bugia. Il bacino di utenti interessato a comprare finte sicurezze è infinitamente più vasto se paragonato a quello di chi vuole imparare davvero, perciò l’offerta formativa mondiale in campo di difesa personale è orientata a soddisfare il pozzo senza fine dei clienti in cerca di risposte facili.

Io, invece, siccome faccio parte di quel 2% che vuole conoscere la verità (per quanto brutta, scomoda e antipatica possa essere), ho deciso di smetterla di insegnare cose che sapevo per certo essere delle bugie e di dedicarmi personalmente alla ricerca e sviluppo.

Ed è stato mettendo in discussione tutto e analizzando ogni singolo aspetto con un approccio scientifico che è nato il progetto inWarrior. Fisica, biomeccanica, combattimento, strategia, tattica, giurisprudenza e negoziazione sono stati i pilastri su cui ho fondato questa nuova arte.

Non mi vergogno di ammettere che il corso che ne è risultato non sia in linea con ciò che cerca la massa… ma per quanto inWarrior si rivolga solo al 2% del mercato, è oggi quanto di meglio possa trovare chi è alla ricerca di vere risposte.

 

In cerca di altre persone intelligenti

Quando ho iniziato a implementare il progetto inWarrior mi sono reso conto che si trattava di concetti così semplici e allo stesso tempo così innovativi che avrebbero potuto far risparmiare decine di anni a chi come era alla ricerca di vere risposte. Volevo quindi che queste conoscenze iniziassero a circolare e che non fossero limitate solo al  luogo dove geograficamente potevo insegnare, perciò ho deciso di renderle disponibili non solo nei corsi dal vivo ma anche attraverso un libro.

“Un libro? Ma i libri non li legge più nessuno.”

Lo so ma un libro di 422 pagine pieno di contenuti veri è il modo più semplice per scremare i pigri e raggiungere le persone intelligenti. Certi ragionamenti non possono essere fatti solo con video di 2 minuti e chi ha la testa per capire, sa che la conoscenza ha bisogno dei suoi strumenti.

Ovviamente siccome nel libro vengono smascherate anche molte delle bugie tipiche dei corsi truffa, mi sono fatto molti nuovi nemici e alcuni di loro si sono affrettati a cercare di banalizzare e sminuire  quando avevo scritto… peccato però che alla prova dei fatti i concetti descritti all’interno del libro non fossero mai stati implementati da nessuno prima della mia pubblicazione.

Se ne hai la possibilità, ti consiglio di leggerlo perché se anche tu (come i molti lettori entusiasti che hanno lasciato una recensione a 5 stelle) appartieni a quel genere di persone che non si accontentano dell’apparenza troverai tutte le risposte che puoi desiderare sulla Difesa Personale.

 

 

La difesa personale non funziona

 

Perché una sola arte marziale non basta e dovrei invece studiare inWarrior?

Se desideri praticare un’arte marziale per la sua bellezza e per il fascino che esercita su di te allora va benissimo imparare una sola arte ma se  desideri imparare a difendersi allora devi diventare un guerrieri ed essere completo sotto ogni punto di vista. Non basta saper tirare pugni, non basta saper calciare, non basta saper proiettare, non basta saper lottare, non basta saper usare le armi ma bisogna saper fare tutte queste cose contemporaneamente e a un buon livello.

 

Non basta solo conoscere le tecniche occorre un sistema

La svolta è arrivata quando invece che concentrarmi sulle tecniche ho capito che a livello bio-meccanico tutte le arti marziali del mondo erano molto simili tra di loro. Osservando maestri provenienti da culture completamente diverse ho notato dei tratti di somiglianza e così mi sono chiesto se esistessero dei principi trasversali a tutte le arti.

La risposta ovviamente era sì ma il processo non è stato facile perché ogni maestro identifica nella propria arte un’unicità culturale e non accetta volentieri l’idea di similitudini con altri stili.

Il lavoro è stato lungo ma concentrandomi sulla bio-meccanica sono riuscito ad isolare i princìpi motori che stanno dietro alle tecniche più efficaci del mondo.

Questa decostruzione degli stili e delle tecniche alla ricerca dei principi mi ha permesso di creare una nuova arte che non copia gli esercizi dai vari stili ma che trasmette al praticante le componenti motorie e bio-meccaniche più efficaci.

Inoltre avere un sistema basato sui princìpi invece che sulle tecniche offre come beneficio secondario di rendere molto più efficace il processo di trasferimento del sapere agli allievi. Se si comprende la matrice motoria di ogni tecnica è più semplice far capire all’allievo le tecniche. E anche le correzioni sono più semplici da trasmettere perché ogni movimento può essere completamente parametrizzato.

Una tecnica in fin dei conti pone un problema di fisica e ogni tecnica può essere scomposta in vettori e geometrie strutturali.

Questo mi ha permesso di paragonare tra di loro varie tecniche e comprenderne il reale potenziale. Una tecnica non è migliore perché inventata da uno specifico popolo o da un maestro famoso ma lo è se a parità di premesse risolve il problema in modo più efficiente rispetto ad un’altra. Per fare un esempio possiamo dire che una tecnica è migliore rispetto ad un’altra se lo fa in “modo” più semplice (meno movimenti), in modo più veloce (con un tempismo migliore) e richiedendo meno spostamenti (migliore gestione della distanza), ecc. Analizzando in questo modo le tecniche dei vari stili marziali si scoprono alcuni tratti comuni non solo a tutte le arti marziali ma anche alla maggior parte degli sport.

Ciò mi ha permesso di individuare alcune motricità chiave e portare l’attenzione sulle abilità necessarie più che alle singole tecniche. Il processo di sintesi mi ha quindi permesso di spostare l’attenzione dalle tecniche, che sono esempi svolti, ai principi motori che sono ciò che permette di risolvere i problemi anche in un ambiente non collaborativo. Per fare un esempio possiamo immaginare la risoluzione di un problema di geometria che abbia ad oggetto il calcolo di un lato di un triangolo rettangolo. Conoscere una tecnica è come aver imparato a memoria una combinazione della terna pitagorica mentre conoscere i principi è come conoscere il teorema di Pitagora. Nel primo caso posso risolvere solo problemi che abbiano come dati quegli specifici numeri che ho imparato a memoria mentre nel secondo caso posso risolvere qualsiasi problema.

Lo stesso vale anche per strada, infatti, conoscere una tecnica mi rende in grado di affrontare solo una situazione identica all’esercizio fatto in palestra mentre conoscere i princìpi e aver sviluppato le abilità connesse a quel problema mi permette di gestire anche gli imprevisti.

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La preparazione mentale

Anche le migliori tecniche del mondo non possono niente se mancano il coraggio e la determinazione per agire come un vero guerriero. Ecco perché nel programma di inWarrior viene dato ampio spazio anche alla preparazione mentale.

Anche in questo caso più che fare riferimento ai princìpi di una singola arte ho cercato di sintetizzare il pensiero orientale e occidentale relativamente alla preparazione mentale che un guerriero dovrebbe avere. So che queste affermazioni possono sembrare astratte per cui se lo desideri hai la possibilità di approfondire questo punto gratuitamente. Nel podcast “Guerriero Efficace” ho deciso di trattare in modo gratuito alcuni degli argomenti e degli esercizi di preparazione che normalmente insegno ai miei allievi in palestra.

Il podcast ha avuto un enorme successo su scala nazionale (con più di 80.000 download) tanto da essere inserito da iTunes al primo posto della classifica nazionale dei podcast “nuovi e degni di nota” per oltre 3 mesi.

podcast guerriero efficace

Per la pubblicazione di questi contenuti ho ricevuto diverse centinaia di mail di complimenti e il massimo della votazione su iTunes oltre a molte recensioni positive sempre su iTunes (visibili anche pubblicamente qui https://itunes.apple.com/it/podcast/guerriero-efficace/id1006768998.)

Per ascoltare gratuitamente i podcast puoi cliccare qui!

 

La filosofia d’insegnamento di inWarrior

Capita a volte che chi si occupa di insegnare difesa personale lo faccia con un atteggiamento più simile a quello di un bullo o di uno spaccone piuttosto che a quello di un vero maestro di arti marziali. Una delle cose che caratterizza inWarrior invece è l’approccio sano e sereno alla Difesa Personale. Per me, così come per i miei collaboratori, le Arti Marziali sono un percorso nobile in grado di accrescere la consapevolezza in chi le pratica.

inWarrior  non insegna solo a combattere ma cura anche tutti gli aspetti più nobili delle arti marziali. Quest’arte è quindi pensata come un metodo di disciplina ed autocontrollo utile per migliorare se stessi nella vita di tutti i giorni.

Per come la vediamo noi, le arti marzial mai e poi mai devono diventare un veicolo per l’esaltazione emotiva o per compensare le proprie frustrazioni. Se guardi qualcuno degli oltre 200 video caricati sul mio canale YouTube “Difesa Personale” noterai che nel nostro modo di fare c’è preparazione, serenità, umiltà, voglia di allenarsi e determinazione proprio come ci si aspetterebbe da un percorso di arti marziali che mette al centro la crescita delle persone e non la violenza.

 

La Didattica Professionale (il marchio di fabbrica inWarrior)

Per me questo è un punto centrale: una buona didattica è ciò che permette ad un allievo motivato di crescere costantemente attraverso l’allenamento.

Nei primi anni della mia carriera di praticante ho faticato tantissimo a trovare le informazioni giuste. Il settore delle arti marziali, infatti, è tradizionalmente povero di spiegazioni e il grosso della comprensione è affidato alla tradizione e alla ripetizione di gesti che a volte vengono insegnati di maestro in allievo senza fornire tutta quella ricchezza di dettagli che possono fare la differenza.

inWarrior si pone in contrapposizione a questa logica: non si tratta solo di spiegare meglio le singole tecniche ma di trasmettere dei principi che permettano di comprendere nella loro interezza le implicazioni e la portata di ogni singolo gesto.

Un sistema come inWarrior in cui ogni tecnica è stata scomposta in componenti motorie, vettori ed elementi applicativi si presta ad essere spiegato facilmente anche a chi ha poca esperienza e permette al praticante di padroneggiare le abilità molto prima e in modo molto più efficace rispetto al sistema tradizionale.

Inoltre i corsi a numero chiuso (con colloquio di selezione), gli allenamenti con più insegnati per ogni singola classe, il supporto fornito con materiale didattico (cartaceo e video), i docenti con un altissimo livello di formazione, gli esami, ecc. ci permettono di far raggiungere risultati di crescita personale inarrivabili per qualsiasi altro corso di difesa personale.

 

Qualche testimonianza degli allievi inWarrior

 

Un esempio

Se mi conosci e hai letto qualche mio articolo su Guerriero Efficace allora saprai che da anni mi impegno per smascherare le truffe nel mondo delle arti marziali. Una delle cose su cui ho insistito di più sono proprio i corsi truffa nel campo della difesa personale. Dopo molte denunce su ciò che non andava  era ora di mostrare qualcosa che potesse essere preso come punto di riferimento da chi desidera allenarsi o lavorare in questo campo.

Con inWarrior il desiderio è quindi di fare meglio di quello che è stato fatto fino ad ora nella difesa personale in Italia. Per questa ragione in quest’arte non ci sarà nessuna mercificazione dei diplomi. Gli attestati di grado e di insegnamento saranno rilasciati solo a persone veramente qualificate e a insegnanti meritevoli di fiducia. L’obiettivo è ambizioso ed è quello di garantire agli allievi che si avvicinano a quest’arte uno standard qualitativo.

Chi si avvicinerà ad inWarrior saprà che in ogni palestra in cui viene insegnata quest’arte potrà trovare un istruttore selezionato, preparato ed onesto.

Per concludere

In estrema sintesi potrei dire che questi ultimi 23 anni dedicati allo studio mi hanno permesso di creare un percorso di Difesa Personale che trasforma le persone normali in guerrieri moderni favorendo la loro crescita personale, sia fisica che mentale. Il percorso è nato per rispondere alle richieste di quel piccolo numero di persone estremamente esigenti che non si accontentano di comprare qualche bella bugia e a cui nessuno finora ha saputo dare voce.

inWarrior risponde a tutti quelli che chiedono un’arte utile per la difesa personale che superi il campanilismo di una singola cultura per abbracciare un idea più ampia di guerriero moderno. Un’arte che abbia l’uomo al centro e che trasmetta al praticante delle abilità fisiche e intellettuali utili anche nella vita di tutti i giorni (e credo che la soddisfazione dei miei allievi e delle migliaia di persone sparse per l’Italia che seguono le mie pubblicazioni ne siano la prova).

inWarrior è quindi un percorso che permette alle persone di allenare in modo efficiente il guerriero che è in loro e che le aiuta non solo a difendersi ma soprattutto a vivere in modo migliore le sfide della quotidianità.

Siamo in un mondo che è sempre più competitivo e che ci sfida quotidianamente chiedendoci più impegno, più pazienza, più disciplina, più resistenza e più forza di volontà…

…ed è proprio per questo che diventare dei guerrieri moderni è oggi più che mai fondamentale per raggiungere dei veri risultati.

 

inwarriorIl nome

Concludo dicendo che il nome dell’arte racchiude quanto espresso fin ora

Il temine più importante è Warrior cioè guerriero.

Un guerriero è molto più che un soldato che esegue ordini ma è una persona in grado di decidere e che incarna l’archetipo dell’eroe, del coraggio, della disciplina e della determinazione.

La parola guerriero è preceduta da “in” che rappresenta tre concetti:

  • “in” come “inside” (dentro) e “in deep” (nel profondo) proprio ad indicare come quest’arte incarni i valori di un processo di crescita interiore volto a interiorizzare le abilità del guerriero.
  • “in” come “intelligent”  (intelligente) perché non si tratta di diventare dei tori decerebrati ma di sviluppare anche la strategia e l’intelligenza necessarie per prevenire e evitare lo scontro quando possibile.
  •  “in” come “international”(internazionale) proprio a indicare che l’idea di abilità, motricità, preparazione (tecnica e mentale) trascende qualsiasi confine culturale. E sempre per questo motivo che inWarrior è scritto in inglese (la lingua della globalizzazione).